Uno sguardo allo studio del RITRATTO

Vorrei incorniciare ed appendere a questa parete virtuale qualche pensiero di ciò che ho vissuto ed appreso durante il week end di studio del ritratto (11 e 12 febbraio 2017) condotto dal mio Maestro Adriano Frisanco presso il Centro Cultura Fotografica@Trento .

La fotografia di ritratto diversamente da come possiamo immaginare, è molto difficile e complicata. Oggi con i “selfie” e con l’uso degli smartphone ritrarre o farsi autoritratti è a portata di click per tutti. Poi con l’aggiunta di un buon filtro Instagram togliamo un po’ di imperfezioni e il gioco è fatto, siamo tutti bellissimi!
Se però vogliamo andare in profondità e capire bene cosa vuol dire ritrarre e apprendere come fare delle fotografie che mostrino una parte VERA di noi, che raccontino e rubino una parte dell’anima di chi fotografiamo, allora dobbiamo tenere presenti alcuni elementi imprescindibili, primo fra tutti la LUCE che tanto si sottovaluta ritenendola elemento inesistente o marginale. Quando invece è lei stessa che parla come primo soggetto!
Il ritratto è ciò che considero la mia categoria fotografica preferita, perchè ha a che fare con gli occhi delle persone, le loro espressioni, i loro caratteri, le loro intimità, le loro infinite e caleidoscopiche bellezze… per cui quando mi sono ritrovata a leggere le pagine di introduzione al corso di ritratto del mio Maestro mi sono illuminata e ho pensato che posso avvicinarmi pian piano a ciò che cerco. Un po’ come quando si legge “ti darò tutto quello che nei libri hai sempre sottolineato”. E così è stato per me questo workshop intenso e ricco di tante emozioni.
Così leggendo le dispense:
“da quali elementi dipende la qualità di un ritratto?”
(…) dall’interazione psicologica che si crea fra soggetto e fotografo. (…)

Mi sono detta, ecco, ci siamo! Non è sempre così facile nè tantomeno scontato riuscire ad instaurare un rapporto di complicità con chi ti chiede di essere immortalato in foto. Spesso ci sono delle resistenze inconsce inevitabili, imbarazzi assolutamente normali che bisogna essere in grado di sciogliere per arrivare a quella naturalezza e spontaneità che risiede nella parte “coraggiosa” di noi: lasciarsi andare e lasciarsi guardare! E credo che questo passaggio richieda un elemento fondamentale: la fiducia. E allora mi sono tornati in mente gli occhi delle persone che ho fotografato nel mio viaggio in Indonesia quei ritratti di una profondità umana che ti lasciano senza parola alcuna. Quei sorrisi che mi sono stati donati mentre scattavo. Quei secondi di intesa nei quali qualcosa evidentemente è scattato tanto più che i loro occhi erano esattamente in linea con i miei nascosti dietro l’obiettivo. Quanta generosità, quanta bellezza. Craere delle sintonie e sinergie così intense in così poco tempo è davvero “magia” !

e ancora leggendo:
“le 3 componenti principali: LUCE, COMPOSIZIONE, ESPRESSIONE” (…) un ritratto può essere rovinato da un’espressione priva di vivacità e di tensione, muta, incapace di far trapelare almeno una traccia dello stato d’animo del soggetto, che è lo scopo della fotografia del ritratto!”. “Il ritratto riuscito è frutto di far coincidere in una magica simultaneità, un’espressione significativa, un’illuminazine adeguata, e un’attenta composizione.”


(momento di lavoro_backstage)

C’è una simultaneità più difficile di questa, tenere conto di tre soggetti così importanti nello stesso istante in cui decidi di scattare la tua foto? Non credo!
Il workshop sul ritratto è stato meravigliosamente intenso e fatto di incontri e condivisioni con un gruppo di persone con le quali fin da subito si è creata un’atmosfera magica come se ci conoscessimo da sempre, per questo nei lavori/studio sono uscite le nostre personalità con grande naturalezza in un clima davvero disteso. Lo studio delle tre componenti ha dato filo da torcere ma il nostro Maestro sempre attento, paziente e premuroso ci ha aiutato moltissimo soprattutto a “guardare” con attenzione facendoci provare di continuo a lavorare su un’idea per affinarla fino ad arrivare a quella che per noi poteva essere una conclusione soddisfacente. Di visi belli ne ho visti molti, di sorrisi, di creatività e di espressioni luminose e vere anche!

Ora non resta altro che continuare a perseverare nello studio e nella ricerca anche di noi stessi, visto che in ogni scatto portiamo così tanto della nostra vita… (la psicologia del ritratto, prossimo corso che farò!).
Grazie a tutti i miei compagni di (per)corso, al mio Maestro Adriano Frisanco e al Centro Cultura Fotografica@Trento .

Alcuni miei studi “tratti” da questo workshop:



sarò felice se mi vorrai lasciare un tuo pensiero, grazie!
il mio pensiero è ...

Per essere certa che tu non sia un ROBOT ho bisogno del tuo nome e del tuo indirizzo email che non sarà mai pubblicato o condiviso. I campi obbilgatori sono contrassegnati *